Live report 22.12.2007

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Live report 22.12.2007

Messaggio Da nicola lucchetta il Ven Dic 28, 2007 12:31 am

Artificial wish
Una band che, pur essendo di fatto una trend follower (che segue le mode del momento, quel post-hardcore che tanto va in voga oggi), si dimostra un'ottima sorpresa e un act molto interessante. Non a caso, la band pubblicherà un EP a breve. I pezzi risulteranno molto buoni e ben arrangiati, la band si dimostra molto coesa e precisa e il cantante tiene bene i pezzi a livello vocale, dimostrando di giostrare in maniera più che buona i registri urlati e melodici. Molto carini. A dirla tutta, un po' di movimento sul palco sarebbe meglio, ma una certa staticità è comprensibile.

Douge
Penso che, in un piccolo bilancio di questa prima fase del Suonica, questi Douge escano sicuramente come uno dei nomi più insoliti e sorprendenti tra gli act presentatisi, fatto che può essere tranquillamente confermato anche per la scorsa edizione. La loro proposta è uno stoner rock che richiama i maestri del genere (Kyuss e Queens of the Stone Age) e che, nei ritornelli, ricorda moltissimo quelle linee vocali "incrociate" che han fatto la fortuna della coppia Staley-Cantrell degli Alice in Chains. I riff di chitarra si riveleranno dei macigni pesantissimi ricchi di acido, le canzoni mature e gli arrangiamenti ottimamente curati. A conti fatti, uno degli show migliori visti in questa edizione, grazie anche ad un suggestivo gioco di luci.

Alchemists
Andrò controcorrente, visto anche l'apprezzamento dei molti presenti alla loro esibizione (alcuni, anche con uno striscione), ma lo show mi ha deluso moltissimo. A parte la stima per aver dedicato il concerto ad una loro amica recentemente scomparsa, la proposta della band, un Heavy classico con alcuni sprazzi street (richiamati, nel look, dal cantante), risultava noiosa e anacronistica già quattro lustri fa. Aggiungete il fatto che le canzoni, pur essendo articolate, risultavano molto ripetitive (anche a causa di riff abusati e straabusati nella struttura canzone), e un cantante che, pur dimostrando di avere discrete capacità, si spara le pose oltre al limite di guardia, e capirete la delusione del sottoscritto per questo show. Ma magari sono l'unico, vista la grossa partecipazione e apprezzamento per lo spettacolo dei cinque trevigiani..

Lachaise
Partono a razzo e finiscono a cazzo, con la frase della frontwoman "a chi piace la figa?", che fa crollare in maniera drastica, a zero gradi Fahrenheit, quanto di buono fatto prima. La loro proposta è un rock molto particolare, con delle tastiere molto presenti (e un basso bello potente e pulsante), che danno alla loro musica un tocco di sinfonico. Anche la voce si dimostra particolare, ricorrendo anche ad alcune parti tipicamente liriche. Gli strumenti hanno tutti il loro ruolo importante, anche se, come già detto, sono tastiere e basso a farla da padrone. Tutto molto bello, peccato per quella caduta di stile fin troppo inutile ed evitabile che ha fatto cadere tutto il palco, peraltro negli ultimi minuti di esibizione.

Taniwha
Premessa: metto subito in chiaro, onde evitare equivoci, che questa band la conosco da una vita, quindi il giudizio sarà il più imparziale possibile.
La proposta del quartetto dell'alto trevigiano è un metal pesantemente influenzato dai Pantera, ma con quella attitudine "da classifica" che li potrebbe accostare ai Disturbed e agli Stone Sour, anche se a livello vocale il frontman ricorda più Phil Anselmo che David Draiman. La band si dimostra molto precisa a livello ritmico, mentre a livello chitarristico si dimostra più grezza e ruvida, creando un accostamento particolarmente efficace. Interessanti le linee vocali. Una bella proposta, che cerca di far contenti più o meno tutti, riuscendo in maniera più che soddisfacente nell'intento: è da dire che, però, la band dà il meglio di sè su pezzi da "Mainstream rock chart", che su pezzi anthemici di Manowariana memoria (almeno a livello di testi).

Controsenso
Già finalisti nella scorsa edizione del Suonica Live Contest, la band propone un pop che, pur essendo ben arrangiato e costruito, punta ad esplorarne il lato più commerciale e easy listening. Il tutto mescolato con il rock, sempre italiano, ma senza cadere nel banale, e proponendo delle linee melodiche e degli arrangiamenti che richiamano molto i Timoria dell'era Renga. Non sarò la persona più adatta a giudicare un combo del genere, però la loro proposta mi è sembrata particolarmente efficace, confermando i pareri positivi che avevo già avuto con la loro performance a Marcon il luglio scorso e nella tracca della compilation "Suonica 2007", "Semplice": un'ottima conferma.



Ah, una band, La figlia dell'incendiario, è saltata all'ultimo momento.. forse per paura della meningite?

nicola lucchetta

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